xMolte imprese investono in pubblicità senza aver mai fatto una vera analisi della comunicazione aziendale. È una situazione sorprendentemente diffusa. Si aprono canali social, si rifà il sito, si commissionano campagne, si stampano materiali commerciali. Tutto sembra muoversi. Tutto sembra comunicare.
La domanda più importante però resta quasi sempre senza risposta.
La comunicazione dell’azienda sta davvero lavorando per il business oppure sta semplicemente producendo rumore?
Nella storia economica esiste un principio molto semplice: prima di costruire bisogna capire il terreno. Gli ingegneri romani lo sapevano bene. Prima di alzare ponti e acquedotti analizzavano il suolo, le correnti, la stabilità. Senza questa fase iniziale qualsiasi opera rischiava di diventare fragile.
La comunicazione aziendale funziona allo stesso modo.
Molte imprese si muovono come se la comunicazione fosse una somma di strumenti: un sito, qualche post sui social, una campagna pubblicitaria ogni tanto. In realtà la comunicazione è un sistema. E quando il sistema non è stato analizzato emergono problemi invisibili: messaggi poco chiari, posizionamento debole, incoerenza tra i diversi canali.
È proprio da questa osservazione che nasce ABIMAGE Communication Check, una analisi comunicazione aziendale pensata per fotografare con precisione come comunica oggi un’impresa e dove esistono reali margini di miglioramento.
L’idea è semplice: prima di investire in pubblicità conviene capire cosa funziona davvero e cosa no.
Questo approccio nasce anche dalla mia esperienza diretta nel settore della comunicazione. Prima di sviluppare ABIMAGE ho lavorato per anni nella pubblicità e nella progettazione di campagne per imprese e realtà territoriali. In molti casi ho visto aziende investire in strumenti e iniziative senza una vera direzione strategica. Il risultato era quasi sempre lo stesso: molte attività, molta energia, ma pochi risultati misurabili.
Proprio da queste esperienze è maturata la convinzione che la prima cosa utile per un’impresa non sia una nuova campagna pubblicitaria, ma una analisi della comunicazione aziendale capace di capire come l’azienda viene percepita, cosa comunica realmente e quali opportunità sta lasciando sul tavolo.
Nel corso degli anni questo metodo è stato applicato anche in progetti più strutturati, come attività di posizionamento territoriale e strategie di comunicazione per imprese locali. Ogni volta il punto di partenza è stato lo stesso: analizzare prima di intervenire.
Il Communication Check analizza quattro elementi fondamentali.
Il primo è il posizionamento dell’azienda, cioè il modo in cui l’impresa si presenta e viene percepita dal mercato.
Il secondo è la struttura dei messaggi commerciali, perché spesso le aziende parlano molto dei propri prodotti ma poco del problema che risolvono per i clienti.
Il terzo è la presenza digitale, che oggi rappresenta il primo punto di contatto tra azienda e mercato.
Il quarto è l’insieme delle attività promozionali, dalle campagne pubblicitarie ai materiali commerciali.
Il risultato dell’analisi comunicazione aziendale non è un report teorico ma una fotografia strategica sintetica. Un documento che evidenzia punti di forza, criticità e opportunità di miglioramento.
Molti imprenditori scoprono solo dopo questa analisi quanto la loro comunicazione possa migliorare in termini di chiarezza e capacità di generare nuovi clienti.
C’è anche un aspetto spesso poco considerato. Le attività di comunicazione e marketing rientrano normalmente tra le spese di promozione aziendale. Questo significa che rappresentano spese deducibili, perché finalizzate allo sviluppo commerciale dell’impresa.
Facciamo un esempio semplice.
Se un’azienda investe 10.000 euro in attività di comunicazione e ha un utile di 100.000 euro, il reddito imponibile scende a 90.000 euro. Le imposte verranno quindi calcolate su 90.000 euro invece che su 100.000.
La comunicazione, quindi, non è solo una scelta strategica per crescere sul mercato. È anche una voce che riduce l’imponibile fiscale dell’impresa.
Dal punto di vista normativo la regola è chiara. Le spese pubblicitarie sono considerate spese di pubblicità e propaganda e sono interamente deducibili nell’esercizio in cui sono sostenute. Il riferimento normativo è l’articolo 108 del TUIR.
Questo rende ancora più interessante affrontare la comunicazione con un approccio strategico invece che episodico.
Il Communication Check è stato pensato proprio per questo. Non per vendere pubblicità, ma per capire se la comunicazione aziendale sta davvero lavorando per il business.
Dopo l’analisi alcune imprese scelgono di applicare nel tempo le strategie individuate attraverso un servizio di direzione strategica continuativa. In questo modo la comunicazione smette di essere una somma di iniziative occasionali e diventa una vera leva di crescita.
Per chi vuole approfondire come funziona il servizio è possibile leggere la pagina dedicata:
A volte basta una buona analisi per accorgersi che la comunicazione non è il problema dell’azienda.
È la soluzione che ancora non è stata progettata nel modo giusto.
