Outfit Perfetto: Come abbinare i PANTALONI ROSA CIPRIA (outfit Autunno/Inverno) i colori dei stivali di timberland

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Come abbinare i PANTALONI ROSA CIPRIA (outfit Autunno/Inverno)

Come abbinare i PANTALONI ROSA CIPRIA (outfit Autunno/Inverno)







Tra le gradazioni di rosa irrinunciabili per il guardaroba di una donna, il rosa cipria è di certo la tonalità più delicata che accontenterà le amanti del rosa poco inclini ad indossarne le sfumature più accese, come il rosa confetto ed il rosa fucsia. Il rosa cipria, soft e femminile, è perfetto per incorniciare i visi dai colori naturali particolarmente chiari, può avere un sottotono freddo, tendente al lilla, oppure un sottotono più caldo, vicino alle sfumature del beige e del rosa carne, e può essere impeccabile con moltissimi abbinamenti cromatici, luminosi e delicati oppure più scuri, vivaci, brillanti e decisi. Ecco un lookbook di possibili abbinamenti Autunno/Inverno dedicato ad un paio di pantaloni rosa cipria, dal quale trarre ispirazione per outfit perfetti... pretty in pink!




Come abbinare i PANTALONI ROSA CIPRIA (outfit Autunno/Inverno)

Per indossare con eleganza un paio di pantaloni rosa cipria nelle stagioni fredde, la prima possibilità è quella di abbinare il rosa soft dei pantaloni con una scia di sfumature chiarissime e luminose, dal bianco ottico (perfetto per accompagnare il rosa cipria dal sottotono freddo) al bianco avorio (più indicato per abbinamenti con il rosa cipria caldo, tendente al beige), con un po' di grigio perla e di lilla. Un outfit in soft tonalità pastello, con un cappotto ed un paio di stivali grigi ed un maglioncino bianco abbinato alla borsa, sarà perfetto per una gelida giornata invernale ricoperta di neve!




Come abbinare i PANTALONI ROSA CIPRIA (outfit Autunno/Inverno)

Per sdrammatizzare il delicato rosa cipria dei pantaloni, abbinandolo a tonalità più decise, via libera all'abbinamento con il nero, giocando con un color block in bianco&nero ed aggiungendo qualche piccolo tocco di rosa, più brillante, sugli accessori. Un maglione total black con stivaletti neri ed un elegante cappotto bianco candido, assieme ad una borsetta rosa e bijoux in argento, daranno un po' di grinta ai romantici pantaloni rosa cipria.

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Come abbinare i PANTALONI ROSA CIPRIA (outfit Autunno/Inverno)

Un ulteriore abbinamento, meno scontato ma molto efficace, da sperimentare con il chiarissimo rosa cipria di un paio di pantaloni è quello con un brillante rosa corallo, fluo ed acceso, da indossare su magliette e maglioni, spezzando il ton sur ton di differenti sfumature di rosa con una giacca ed accessori in bianco e nero. Il rosa corallo acceso è particolarmente indicato per gli abbinamenti con il rosa cipria caldo, mentre una valida alternativa per abbinare il rosa cipria freddo potrebbe essere quella di indossare un maglione dalla brillante tonalità di fucsia o color magenta.






Come abbinare i PANTALONI ROSA CIPRIA (outfit Autunno/Inverno)

Incredibile ma vero, il rosa cipria può essere davvero perfetto con una brillantissima tonalità di rosso fuoco! Nella versione più fredda oppure in quella calda, più aranciata, il rosso fiammante, su cappotti, scarpe ed accessori, accompagnerà in grande stile un paio di pantaloni rosa cipria, abbinando il look anche a capi ed accessori bianchi ed a bijoux in oro chiaro (perfetti per accompagnare le tonalità calde) oppure in argento (più indicati per gli outfit dagli abbinamenti cromatici freddi).

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Come abbinare i PANTALONI ROSA CIPRIA (outfit Autunno/Inverno)

Per un look più casual, dai colori più sobri, un buon abbinamento da provare con un paio di pantaloni rosa cipria è, poi, quello con il blu scuro. Un cappotto blu, assieme ad un maglione bianco o color panna con motivi floreali, da indossare su una casual camicia di jeans, assieme a décolleté, stivaletti o ballerine blu e ad una borsa rosa cipria o beige, renderà l'outfit perfetto per il giorno.

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Come abbinare i PANTALONI ROSA CIPRIA (outfit Autunno/Inverno)

Infine, ecco un altro abbinamento da sperimentare assolutamente con un paio di pantaloni rosa cipria, per creare un look originale e per niente scontato, impeccabile nelle stagioni più fredde: l'accostamento con una chiara e delicata tonalità di verde oliva o di verde military, assieme a capi ed accessori in grigio perla. Il verde oliva, dal sottotono giallo e caldo, sarà perfetto nell'abbinamento con il rosa cipria tendente al beige, mentre un rosa cipria più freddo potrà essere speciale con una tonalità fredda e chiara di verde militare vagamente tendente al grigio ed al verde muschio.


Colori caldi e colori freddi: bisogno di aiuto?

Ecco una piccolissima infografica utile a capire al volo di cosa stiamo parlando!
Il rosa cipria caldo è una tonalità di rosa chiaro dallo sfondo giallastro, tendente al beige ed al rosa carne.
Il rosa cipria freddo è, invece, una tonalità di rosa chiaro dallo sfondo blu, tendente al lilla.
Per abbinamenti cromatici armoniosi, può essere utile prestare attenzione al sottotono dei colori, accostando i colori caldi ad altre sfumature calde ed i colori freddi ad altre sfumature fredde.


Come abbinare i PANTALONI ROSA CIPRIA (outfit Autunno/Inverno)





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giglio

Il fior dei fiori


Luciano Luciani

 

 

Casto ed erotico
“Guardate i gigli, come crescono; non filano non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro”: così l’evangelista Luca rende omaggio se non all’utilità, certo alla bellezza di questo fiore, una tra le piante di cui si abbia più remota memoria.
Il giglio accompagna la storia dell’uomo fin dalla notte dei tempi e lascia le sue tracce nei più antichi documenti letterari: se gli scrittori egizi gli attribuivano un’origine divina, per il mito greco, il giglio, “fior dei fiori”, sarebbe nato da una gocciolina di latte sfuggita al seno di Giunone mentre piena di senso materno si adoperava per nutrire il piccolo Ercole, figlio di Giove e Alcmena.
Nel Cantico dei Cantici dell’Antico Testamento è il fiore più evocato con immagini di fresca poesia e di intenso erotismo. Bastino due esempi: “I tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella che pascolano tra i gigli…” “Il mio diletto era sceso nel suo giardino fra le aiuole del balsamo a pascolare il gregge nei giardini e a cogliere gigli. Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me: egli pascola il gregge tra i gigli…”

 

Gigli, santi e sante.

Presente nella mitologia pagana e nella tradizione ebraica, il giglio, nihil candidius, passa nella consuetudine cristiana come simbolo di purezza ed emblema di verginità, doti attribuite indifferentemente a sante, santi, e dottori della Chiesa. Elemento ricorrente della iconografia cristiana caratterizza le immagini dell’illibato san Giuseppe, del nonno di Gesù per parte di madre, san Gioacchino... Questo motivo floreale arricchisce le immagini di santi famosi come san Domenico, san Tommaso d’Aquino, sant’Antonio da Padova, l’arcangelo Gabriele, l’austero ed eroico San Luigi Gonzaga, patrono dei giovani italiani, santa Caterina da Siena, patrona d’Italia e protettrice delle infermiere. Fiore democratico, il giglio non disdegna poi di impreziosire anche effigi di personaggi meno noti come san Casimiro, mite principe pacifista del XV secolo, patrono delle cristianissime Polonia e Lituania, morto giovane di consunzione dopo una vita tutta dedita allo studio e alla preghiera, oppure dello sconosciuto san Chenelmo e di tanti, tanti altri a testimonianza di uno strettissimo intreccio tra questo fiore, le sue forme, i suoi colori, il suo profumo e la più peculiare sensibilità cristiana.
Il giglio, però, non hai ispirato sempre e a tutti immagini virtuose di castità e purezza. Per esempio, ad uno scrittore anticonformista ei iconoclasta come Pietro Aretino sollecita l’ennesima metafora burlesca del membro virile: “Piantato il suo giglio nel mio orto… lo faceva suonare”.


Genere e specie

Il genere Lilium comprende un centinaio di specie, a cui vanno aggiunti i sempre più numerosi ibridi realizzati tramite incroci praticati da floricoltori.
La specie più comune è il Lilium candidum, dai fiori bianchi, immacolati, grandi odorosi detti di sant’Antonio o san Luigi: presenta un fusto grosso, eretto, circa un metro, fornito di foglie lanceolate che decrescono dalla base verso la parte superiore. È originario dell’Asia occidentale, si coltiva per ornamento nei giardini da cui talora sfugge e inselvatichisce.
Bello, diffuso e spontaneo nelle nostre aree montuose è il Lilium martagon, di origine europea, detto più comunemente martagone o anche “turbante di turco”: presenta larghi fiori penduli con petali molto ricurvi all’indietro di color rosa macchiati di scuro. “Addomesticato” viene coltivato nei giardini rocciosi e nelle roccaglie. Sempre spontaneo dei nostri monti il Lilium bulbiferum o croceum si presenta con fiori grandi eretti, privi di odore, giallo aranciati con macchie marroni o porporine. Il tigrinum, originariamente proveniente dalla Cina e l’auratum che ci giunge dalle montagne del Giappone e dalle isole del Pacifico sono invece due specie molto amate dai fiorai perché commercializzate sotto forma di fiori recisi.
Meritano poi di essere ricordati gli “americani” pardalinum, un giglio californiano che può raggiungere i due metri di altezza e il canadese, mentre il Lilium regale, scoperto in Cina all’inizio del Novecento, solo da qualche decennio a questa parte comincia a conoscere una larga diffusione anche nelle nostre aree per la sua bellezza, resistenza e facilità di coltivazione. Ma la schiera dei gigli è destinata ad accrescersi ancora, sia perché appassionati floricoltori creano continuamente nuove varietà per mezzo di ibridazioni, sia perché se ne scoprono sempre nuove, come il delicato Lilium arboricolum, trovato in Birmania, in tempi relativamente recenti da una spedizione inglese.

Al lotto e sulle arme

Per chi sogna e gioca al lotto la Smorfia consiglia: giglio 5; gigli 66; giglio bianco 56, dipinto 36; giglio d’oro 51, di Francia 26, come arma nobile 33. Infatti, questo fiore ricorre spesso nelle arme gentilizie: il fleur de lis si ritrova in quella della famiglia Farnese, “ sei gigli azzurri in campo d’oro”; degli Acciaioli, stemma “d’argento al leone azzurro tenente un giglio d’oro”; degli Acquasparta “spaccato nel primo azzurro a nove gigli disposti cinque a quattro”; dei Fani, arma “d’azzurro alla fascia accompagnata in capo a un giglio ed in punte da un tronco di colonna il tutto d’argento”; dei Bolognetti “una faccia di donzella circondata da una ghirlanda in campo azzurro e di sopra tre gigli d’oro”… e poi dei Cardelli, Cecchini, Pamphili, Paracciani, Ricci, Serlupi e in chissà quante arme ancora!
Venendo a trattare di più comuni mortali, ricordiamo che Gigli e Giglio – con le alterazioni e i derivati Giglietti, Gigliucci, Giglioli, Gigliotti, Giglione, Gigliano, Gigliato, Gigliuto, Zigliotto, Ziggiotti etc., - costituiscono alcuni tra i cognomi più diffusi in Italia, originati, come è ovvio, da un nome personale legato al fiore del candore e della purezza.
Dorato in campo azzurro, dal XII secolo fino alla Rivoluzione francese e di nuovo durante la restaurazione, il giglio ha rappresentato il simbolo della Francia monarchica: non mancando di comparire per secoli, dall’inizio della Guerra dei Cent’anni fino al 1802, anche sullo scudo della Gran Bretagna, per significare le pretese della corona inglese sul vicino francese. 


Fecondo e disponibile

Delicato, aggraziato, raffinato, profumato questo fiore: con la ricchezza delle specie, la sua spontaneità e adattabilità, la grande disponibilità a piegarsi alle voglie dell’uomo sembra riproporci l’idea di una Natura amorosa, benigna, propizia almeno per chi sa coglierne i messaggi sottili e silenziosi. Ma il giglio ci dice anche altre cose, quando con l’armonia delle forme, la delicatezza del profumo, la discrezione dei colori ribadisce, nella maniera sommessa che gli è propria, il valore della bellezza disinteressata contro ogni concezione bassamente utilitaristica della vita.
Non a caso a questo fiore fa riferimento un intellettuale raffinato come John Ruskin, quando nel suo celebre e polemico Le pietre di Venezia afferma: “Le cose belle sono le più inutili; i pavoni e i gigli, per esempio”.

 

 

 


 





Le scarpe Timberland dell'estate 2013

Quanto sono belle le scarpe Timberland! Oggi vi presentiamo la nuova collezione di calzature Timberland per la primavera estate 2013, accessori casual e senza tempo perfetti per le ragazze che amano uno stile vintage chic ma anche attuale e moderno. Timberland è un marchio famoso e molto amato in tutto il mondo, è uno dei punti di riferimento per gli uomini soprattutto per i classici stivaletti imbottiti, ma propone collezioni ampie e ricche di modelli anche per noi donne.

Le scarpe Timberland sono un’istituzione, sono comode e alla moda e fatte con materiali di primissima qualità, sono davvero insuperabili, certo non troverete i modelli futuristici e rock di Christian Louboutin o Giuseppe Zanotti, ma c’è comunque un’ampia scelta, sia per il giorno che per la sera. Timberland ci propone una vasta gamma di sandali e ciabattine, comodissime e versatili, che potete indossare per la vita di tutti i giorni e sono perfette anche per le vacanze, per i viaggi, per il mare per le fughe romantiche più avventurose.
Le scarpe Timberland dell'estate 2013

Timberland stivali
Timberland mocassini
Timberland zeppe
Timberland sandali flat
Timberland infradito
Molto carine anche le tante sneakers estive che Timberland ci propone per la bella stagione, sono disponibili in vari modelli e colori e sono davvero carine. Oltre ai modelli sportivi e easy Timberland ci presenta anche calzature più femminili come le ballerine e le ciabattine, le infradito e i sandali, disponibili sia flat che con un po’ di tacco. Uno dei modelli di punta sono le zeppe alte ma molto comode grazie alla suola morbida in pelle e che dire delle francesine e degli stivali estivi, modelli must have rivisitate in pieno stile Timberland!

I prezzi sono un po’ alti, non lo possiamo negare, ma vi assicuro che ne vale la pena, sono scarpe destinate ad accompagnarci per moltissimi anni.

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Foto | Timberland