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Fiabe per Bambini published a note.

April 4, 2014 at 11:09am

Ecco il testo della favola di Cappuccetto Rosso. Fiaba per Bambini, scritta e interpretata da Lara Brucci.

PER ASCOLTARE, MENTRE LEGGI, LA FAVOLA DI Cappuccetto Rosso, CON I PERSONAGGI INTERPRETATI DA Lara Brucci, clicca qui: https://www.youtube.com/watch?v=Oo6hcmFgSX0


C’era una volta una bimba adorabile, con un adorabile cappuccio rosso.

Da quando la vecchia Nonna glielo aveva regalato, non se l’era più tolto

di dosso. Ne andava così fiera che tutti la chiamavano Cappuccetto

Rosso.


Un giorno, la Mamma le disse: "Vieni, Cappuccetto Rosso, ho fatto una

torta e c’è anche del latte…” e la Mamma non fece in tempo a finire la

frase che Cappuccetto Rosso, golosona com’era, si tuffò nella torta.

Prima che la mangiasse tutta, la Mamma le disse: “Prendi quest’ultima

fetta di torta e il latte e portali alla Nonna che è a letto col mal di

schiena. Mi raccomando, fai la brava: non lasciare mai il sentiero, non

parlare con gli sconosciuti e non mangiarti anche l’ultima fetta!”

"Farò la bravissima” rispose Cappuccetto Rosso, abbracciando la mamma, e uscì di casa in quattro e quattr'otto.


La Nonna abitava nel bosco in una casetta di legno che scricchiolava

come le sue vecchie e stanche ossa. Mentre Cappuccetto Rosso camminava

in mezzo agli alberi alti alti, le si avvicinò il signor Lupo, con un

sorriso dolce come il miele, e la salutò con un atletico inchino.

"Buongiorno piccola Cappuccetto Rosso" le disse. "Buon giorno a lei,

Signore" rispose Cappuccetto Rosso. "Come mai una bimba così piccola

porta con se uno zaino così grande?” domandò il Lupo, guardandola

estasiato e stupito. “La Mamma mi ha chiesto di portare una fetta di

torta e un po’ di latte alla Nonna che vive nel bosco”.


Il Lupo pensò tra sé: “Mhm...questa bambinetta...mhm...sarebbe proprio

un bel bocconcino...mhm...mi viene fame solo a guardarla, ma fatti furbo

vecchio mio, un poco di pazienza e vedrai che scorpacciata”. Così il

signor Lupo convinse Cappuccetto Rosso a lasciare il sentiero dicendole:

“Se vai per di qua arriverai prima e troverai anche dei bellissimi

fiori da raccogliere e portare alla tua Nonna”.


Nel frattempo, l'astuto Lupo corse dritto lungo il sentiero fino alla

casa della Nonna e bussò alla porta fingendosi Cappuccetto Rosso. -TOC

TOC- "Chi è?" chiese la Nonna. "Sono io, Cappuccetto Rosso” rispose il

Lupo cercando di imitare la voce della bambina. "Chi è?" ripeté la

Nonna, che era sorda come un tamburo. "Sono io Nonna, Cappuccetto Rosso,

e ti porto una fetta di torta e un po’ di latte da parte della mamma”.

“Prendi la chiave da sotto al tappeto ed entra da sola, che con questo

mal di schiena non riesco ad alzarmi dal letto!” Il Lupo aprì la porta e

con tre salti balzò davanti al letto, spalancò la bocca pelosa e si

mangiò la Nonna in un sol boccone. Dopo essersi leccato i baffi il Lupo

si mise addosso i vestiti della Nonna, chiuse le tende per fare un po’

di ombra nella stanza e s'infilò nel letto, con la pancia gonfia come un

cocomero.


Intanto Cappuccetto Rosso aveva raccolto un mazzo di fiori di tutti i

colori, ma erano così tanti che non riusciva più a tenerli in mano. D’un

tratto si accorse che s’era fatto tardi e si rimise in cammino verso la

casa della Nonna. Con sorpresa, trovò la porta aperta. Entrando in casa

Cappuccetto Rosso si accorse che non si sentiva il solito profumo di

sapone di Marsiglia, ma poiché non vedeva l’ora di mostrare i suoi fiori

alla Nonna non ci fece troppo caso. “Buongiorno Nonnina!” disse a gran

voce Cappuccetto Rosso, sapendo che la Nonna era sorda come un tamburo.

"Vieni avanti Cappuccetto Rosso" le rispose la Nonna, con una voce così

cavernosa che ci si potevan trovar dentro i pipistrelli.


Cappuccetto si avvicinò al letto e subito esclamò: "Oh, Nonna, ma che

orecchie grandi che hai!" "E' per sentirti meglio, bambina mia!" rispose

il Lupo, cercando di nascondere le orecchie pelose tra i cuscini. "Ma

Nonna, che occhi grandi che hai!" aggiunse Cappuccetto Rosso. "E' per

vederti meglio, bambina mia!" rispose il Lupo, con la pancia che gli

cominciava a gorgogliare. "Nonna, ma che mani grandi che hai!" continuò

Cappuccetto Rosso. "Ma è per abbracciarti meglio bambina mia" rispose il

Lupo rimboccandosi le coperte. "Ehi, nonna, che bocca grande che hai,

pare un forno per la pizza!" "Ed è per mangiarti meglio bambina mia!".

Esclamò il Lupo che, senza finir la frase, subito saltò giù dal letto e

si pappò Cappuccetto Rosso in un sol boccone. Con la pancia piena e

pesante il Lupo si stravaccò nel letto della Nonna e si addormentò

profondamente, russando come un frullatore scassato.


Si dà il caso che un Cacciatore passasse di lì. Sentendo quel frastuono

il Cacciatore si insospettì subito e pensò tra sé: “E’ mai possibile che

oggi la Nonna russi così forte? Sarà meglio dare un'occhiata". Detto

fatto, il Cacciatore si avvicinò alla casa della Nonna ed entrò dalla

porta ancora spalancata. Si avvicinò in punta di stivali al letto della

Nonna e con il suo fucile lungo quanto un millepiedi scostò un poco le

coperte. Al posto della Nonna, profumata di sapone di Marsiglia, c’era

il Lupo, tutto peloso e con la pancia che pareva una mongolfiera. "Ti ho

beccato disgraziato di un Lupo!". Pensò il Cacciatore e stava già per

puntargli addosso il fucile, quando si accorse che dalla pancia del Lupo

provenivano dei lamenti.


Invece di sparare, il Cacciatore prese un bel paio di forbici e cominciò

ad aprire la pancia del Lupo che continuava a russare. Taglia che ti

ritaglia, dalla pancia del Lupo venne fuori Cappuccetto Rosso e, subito

dopo, anche la Nonna tutta scricchiolante. "Oh, che spavento!” dissero

in coro la Nonna e Cappuccetto Rosso. “C’era una puzza tremenda dentro

la pancia del Lupo!" Prima che il Lupo si svegliasse gli riempirono la

pancia con delle pietre grandi, grandi, più grandi e ancora più grandi e

infine la Nonna ricucì la pancia con ago e filo come per rammendare un

calzino vecchio. Quando il Lupo si svegliò, cercò di scappare via, ma le

pietre erano così pesanti che in un attimo, crollò a terra morto

stecchito.


Fu una gran festa per tutti e il Cacciatore si fece una bella giacca con

la pelliccia del Lupo. La Nonna mangiò finalmente la torta e bevve il

latte che le aveva portato la nipotina, e Cappuccetto Rosso promise

solennemente: “Finché vivrò, finché vivrò non disobbedirò mai più alla

Mamma!”.




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